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“Arte a Canneto”

Bellezza è ciò che resiste al tempo, è agente misterioso, salvifico ed incredibilmente potente: in poche parole, va fatta conoscere. È questo il senso racchiuso nella presentazione del libro “Arte a Canneto” che si è tenuta lunedì 4 settembre alle ore 18.00 presso il Santuario di Madonna di Canneto (Roccavivara).

Un evento partecipato ed emozionante, che ha presentato agli spettatori un prodotto fotografico e documentario di eccezionale pregio ed interesse, sia squisitamente visivo, sia culturale. Inusuale eppure convincente l’affascinante cornice del Santuario, che ha fatto da sfondo protagonista degli interventi. Una vera e propria festa di riscoperta e di celebrazione di un patrimonio di enorme valore artistico e spirituale.

La presentazione si è aperta con i saluti e l’introduzione all’opera, curata dall’operatore culturale Terzio Di Carlo, che ha coordinato l’incontro e ha lodato il fascino del libro, la sua capacità di catturare l’osservatore attraverso i particolari che la fotografia è stata in grado di cogliere e consegnare, in qualità di documento ma anche di oggetto artistico, “un’opera d’arte che parla di un’opera d’arte”, citando le sue parole.

Ad apertura della presentazione sono intervenuti anche Franco Antenucci, sindaco di Roccavivara, che ha posto l’accento sulla valenza del Santuario come meta di pellegrinaggio (si è ricordato il Cammino Giubilare svoltosi lo scorso anno) e ha colto l’occasione per rinnovare l’auspicio di una riapertura della villa romana alle visite di turisti e scolaresche; Monsignor Domenico Angelo Scotti, vescovo di Trivento, che con garbato entusiasmo ha lodato il lavoro dell’ “artista”(ha più volte insistito sull’uso di questo termine) Alberto Rossi, rimarcando l’invito di riscoperta, visibilità e valorizzazione delle ricchezze molisane; infine, tra i saluti, è intervenuta anche Teresa Elena Cinquantaquattro, soprintendente dei Beni Culturali, che si è unita agli apprezzamenti dell’opera, sottolineandone il valore di apparato come punto di partenza e di incoraggiamento per ulteriori studi approfonditi. Don Alfonso Cerrone, autore dell’opera, ha presentato le parole di Monsignor Claudio Palumbo (che il prossimo 8 settembre sarà consacrato vescovo di Trivento), il quale ha esaltato il ruolo delle arti figurative ed architettoniche nell’ambito dell’opera di evangelizzazione, esprimendo così l’importanza di un libro che presenti la bellezza del Santuario. Commosso il ricordo di Don Giovanni Fangio nelle parole di Don Alfonso, che ha ripercorso la genesi dell’opera, la nascita della collaborazione con il fotografo Alberto Rossi, e non solo: raccontando con modestia e trepidante emozione il suo personale legame con il Santuario e la Madonna di Canneto, trasportato dal filo dei ricordi e degli eventi, citando i nomi a cui l’opera è dedicata, tra cui Don Duilio Lemme, Don Vittorio Cordisco, Don Bertrando Gianico, Don Dante Rossi, Don Antonio Cerrone, Mons. Antonio Santucci e Mons. Domenico Angelo Scotti. L’autore ha inoltre spiegato che il libro è nato senza editore, stampato da una modesta tipografia di Campobasso, l’”Economica”: un importante messaggio di incoraggiamento che ha dimostrato come anche una piccola realtà molisana sia riuscita a realizzare qualcosa di davvero grande e di qualità. Sono seguiti a conclusione dell’intervento i ringraziamenti a tutti coloro che hanno collaborato all’opera, relativamente alla realizzazione e alla pubblicazione, senza i quali l’opera stessa non sarebbe mai venuta alla luce. Interessante la lettura che Di Carlo ha rimarcato successivamente: l’opera appare come prodotto intrigante, accattivante, col potere di catturare il lettore ed accompagnarlo nella scoperta, attraverso un uso sapiente e poetico delle immagini come scrittura e linguaggio. Interessante l’intervento di Alberto Rossi, il quale ha presentato al pubblico il suo lavoro, insistendo soprattutto sulla dimensione pratica e tecnica della realizzazione (uso di luce naturale, tecnica del bianco e nero, presenza di fogli neri) e parlando dell’impianto strutturale dell’opera. Ultimo, ma certamente non per valore, il minuzioso ed esauriente discorso di Cosimo Savastano, critico d’arte (nominato recentemente cittadino benemerito di Castel Di Sangro), che ha affascinato l’uditorio con un dettagliato excursus su alcune delle opere d’arte più importanti del Santuario, padroneggiando collegamenti storici e culturali con una sapienza unica, raccontando la storia del luogo di culto a partire dalla ricostruzione avvenuta per opera dei frati benedettini dopo l’invasione dei Longobardi. Savastano ha evidenziato, inoltre, un aspetto peculiare del libro: dal fascino nasce l’invito alla conoscenza, e “Arte a Canneto” ne è la testimonianza. A conclusione della presentazione sono state proiettate alcune immagini del Crocifisso che hanno accompagnato la dedica poetica scritta da Ioanna Rossi e letta da Giulia Del Castello.

Un evento in definitiva coraggioso e suggestivo, che ha riportato l’attenzione sul patrimonio artistico molisano e che ha regalato al pubblico il desiderio di tornare a stupirsi, perché solo con lo stupore autentico si può arrivare alla vera conoscenza.

Ioanna Rossi

 

Restaurata la fontana “Suriente”

Il 12 Aprile 2017, Mercoledì Santo scorso, a Canneto, a ridosso della “Tenda del Convegno”, vi è stata una breve cerimonia di inaugurazione della restaurata fontana dell’acqua “Suriente”. Siamo stati in pochi ad assistere: I Padri del Verbo Incarnato che facevano anche da fotoreporters, le Suore della Congregazione delle Sorelle Francescane della Carità, il Sindaco di Roccavivara Sig.Antenucci Franco, il Vice Sindaco Giovanni Di Nardo, altri esponenti dell’Amministrazione e sopratutto il “Mastro” Antenucci Enio con la sua famiglia e con alcuni ragazzi ospiti dell’Albergo “Lo Smeraldo” che hanno contribuito all’attuale risanamento dell’area e alla rimessa a punto di una parte dei muretti che arricchiscono tutta la zona destinata al “pic-nic”. Tutti dobbiamo essere riconoscenti a Enio Antenucci per l’impegno che ha profuso e, soprattutto, per come ha saputo coinvolgere quei ragazzi che pur non conoscendo la lingua sono riusciti a seguire il “Mastro” che con qualche parola di inglese, qualche altra di francese, qualcuna di spagnolo e qualche altra di dialetto roccavivarese (rocchese), è riuscito a compiere l’opera che tutti siamo chiamati ad andare ad ammirare ed, eventualmente ad usufruirne. L’acqua che sgorga dalla pietra finemente scolpita e cesellata da Enio è potabile ed è fresca…Buona bevuta a tutti!!!!

Un grazie va anche ad alcuni operai della forestale che, al di fuori del loro orario di lavoro, hanno dato una mano per la pulizia; a loro si sono aggiunti alcuni cittadini di Roccavivara. A tutti il mio personale ringraziamento e quello di quanti usufruiranno di questa area pic-nic.

Don Alfonso

P.S: Quanto prima riprenderanno i lavori e sarà portata a termine l’opera risanatrice di tutta l’area.